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5 passi nel romance

5 passi nel romance

Le principali caratteristiche del romanzo rosa

Se non hai mai provato a scrivere storie d’amore prima d’ora, non preoccuparti: ti farò iniziare facilmente. Non esiste un modo statico per scrivere delle storie d’amore ma dei punti cardini che si possono portare in tutti generi di romance. Non lo sapevi? Ce ne più di uno  e sono chiamati sottogeneri (secondo me a torto) del romance: 

Storico
Contemporaneo     
Giovani    
Fantasy    
Paranormali    
Religioso/spirituale     
Erotico

Quindi, se sei preoccupato che i tuoi scritti non si “adattino” al genere, non temere: devi solo trovare la nicchia giusta. È il modo migliore per farlo è leggere, leggere, leggere e ancora leggere romanzi d’amore! Certo, potresti aver letto un bel po’ e avere già le idee chiare, ma in caso contrario, ora è il momento di esplorare le molte sfaccettature gloriose che il romanticismo ha da offrire. Quindi non smettere di leggere… e cambia rotta, dai una svolta a leggere qualcosa che non hai ancora letto, ci sono centinaia di autori che non hai ancora letto.

Come si scrive un racconto o un romanzo rosa?

1) Non può esserci romance senza amore!

È noto che il tema indiscusso sia l’amore, una more di coppia senza ombra di dubbio e questo amore ne vedrà di tutti i colori perché fino a che non si concretizzerà incontrerà sicuramente degli impedimenti.
Un amore può però arrivare da un passato ormai dimenticato oppure da un incontro all’improvviso. Quindi non abbandonate mai e poi mai il vostro obiettivo L’AMORE COME FULCRO DELLA VOTRA STORIA!

2) Trama semplice e scorrevole

Se siete alle prime armi raccogliete tutta la votra pazienza ed esercitatevi. Scrivere una trama scorrevole può sembrare una sciocchezza ma presenta non poche difficoltà. Ora non spaventatevi, non sarà così difficile, ma soprattuto ricordate: l’unico desiderio di chi legge un romance è staccare dalla realtà ed entrare in una storia emozionante e che si possa immedesimare per volare con la fantasia. Una trama troppo arzigogolata come se fossero intrighi da risolvere con operazioni di spionaggio serrato, non è la scelta migliore.
La trama deve rimanere semplice ma con un filo conduttore molto emozionante. Dovrete per prima voi immedesimarvi nelle dinamiche delle emozioni provate dai personaggi. Potrebbe capitare di dover attingere da letture di piscologia se un protagonista o un antagonista, ad esempio, ha un carattere particolare. Sarà un’espierienza appagante e darete connotazioni credibili ai vostri personaggi.

3) Il luogo da sogno e l’epoca da studiare

Chi legge un romance vuole sognare, e non dobbiamo mai scordarlo! Quindi anche i luoghi devono essere qualocosa fuori dall’ordinario. Una località in uno scenario da sogno è l’ideale. Un posto lontano, una città metropolitana come New York o Roma… insomma un posto dove sognare dove gli scenari sono nell’immaginario collettivo come meta a cui ambire almeno una volta nella vita. La protagonista potrà essere una semplice cameriera nel bar di Manathann ma poi diventerà qualcuno in una agenzia di pubblicità incontrerà il suo amato sulla metropolitana per poi scoprire che è il rampollo di una delle dinnastie più importanti della città. Insomma la storia di Cenerentola riveduta e corretta funziona alla grande!
In qualsiasi storia romance che si rispetti c’è l’ostacolo ma c’è anche un sogno che si realizza anche se i protagonisti si sono dovuti lasciare o rincorrere.
L’epoca prescelta dovrà essere compatibile con la realtà quindi sarà vostro dovere studiare e cercare di essere più coerenti possibili.


4) Ricchezza di dettagli

Il diavolo sta nei dettagli, diceva qualcuno.

Per compensare la semplicità della trama, il rosa ama le descrizioni e si sofferma sui dettagli. I particolari negli ambienti, negli abiti, nelle descrizioni fisiche e caratteriali sono ciò che le lettrici cercano e ciò che permette loro di immaginare compiutamente la vicenda nella loro testa. I dettagli rendono una storia verosimile e quindi facilitano l’immedesimazione.

5) Il lieto fine

E vissero felici e contenti.

Il lieto fine nel romanzo rosa è immancabile, una certezza per le lettrici che scelgono questo genere, anche e proprio per questo. Perché, almeno nei libri, l’amore vince su tutto.

>>> Se vuoi approfondire la storia del genere rosa e le sue tematiche ti consiglio il testo Una galassia rosa. Ricerche sulla letteratura femminile di consumo edito da Franco Angeli.

Come scrivere un romanzo rosa in 10 passi

Come vedi, il rosa non è un genere che si presta molto alle sperimentazioni. Chi legge romance non cerca colpi di scena o trame complicate da dipanare: chi legge romance cerca un momento di pura evasione letteraria.

Scrivere un buon romanzo rosa significa quindi rispettare gli elementi caratterizzanti del genere e far sognare le lettrici.

Se dunque vuoi cimentarti nella scrittura di un romanzo rosa, segui questi 10 passi.

1. Scegli l’epoca storica e fai ricerche accurate

Un romanzo rosa può essere ambientato ai giorni nostri oppure in epoche passate. Nel primo caso si definisce rosa contemporaneo, nel secondo rosa storico.

Se scegli di ambientare la vicenda nel presente, non dovresti avere problemi a descrivere ambienti, oggetti, abiti, cibi e così via. Dovrai solo preoccuparti che tutto questo sia in accordo con la località geografica che hai scelto.

Se invece scegli di ambientare la tua vicenda in un’epoca passata assicurati di fare ricerche accurate per non commettere errori grossolani nella descrizione di abiti, ambienti e abitudini. Il quadro storico di riferimento deve essere curato e ricco di dettagli, affinché le lettrici possano immedesimarsi.

Proprio per questo motivo, non tutte le epoche storiche vanno bene. Le epoche troppo antiche a mio avviso funzionano meno perché è più difficile per le lettrici immaginare di vivere tra greci e romani. Più facile ambientare la storia in un’epoca moderna, magari non ben precisata, in cui però la protagonista viva una vita privilegiata.

Castellane, principesse, nobildonne sono le protagoniste perfette per un romance storico.

Potresti scegliere come protagonista anche una popolana o una donna di basso rango sociale, a patto, però, che sia tale solo all’inizio del romanzo e per un caso sfortunato: nel corso della storia scoprirà di essere figlia naturale di qualche nobile e risalirà in un batter d’occhio la scala sociale.

2. Scegli un’ambientazione da sogno

Elemento caratteristico dei romanzi rosa è un’ambientazione da sogno, cioè un’ambientazione diversa da quella comune, un luogo insolito, lussuoso ed elegante che possa far sognare le lettrici.

Può trattarsi di una grande città, purché la protagonista sia solita frequentare ristoranti e club esclusivi e non debba arrabattarsi tra lo sciopero degli autobus e la mancanza di parcheggi.

Da questo punto di vista, quindi, in Italia può andare bene Milano, che ha un profilo glamour e internazionale, o Venezia e Firenze, affollate di turisti innamorati. Molto meno efficace Roma, i cui abitanti, notoriamente schietti e genuini, infrangerebbero presto ogni sogno romantico.

Meglio allora spostarsi all’estero, dove la fantasia può immaginare una vita più fascinosa di quella di casa nostra: Parigi, Londra, New York sono ambientazioni ricorrenti ed efficaci dei romanzi rosa.

Se non ami l’ambientazione urbana, puoi ovviamente optare per qualsiasi destinazione vacanziera (spiagge tropicali, isole greche, crociere) o luoghi esotici, dove per “esotico” si intende un luogo lontano, insolito, poco noto e ammantato di fascino (un ranch, un paesino di pescatori affacciato su un fiordo, un casolare immerso tra campi di lavanda, ecc.).

Non è detto che tutta la vicenda del tuo romanzo rosa si svolga in questa località, ma di certo il suo svolgimento e soprattutto l’epilogo felice sì.

Descrivi i luoghi con dovizia di particolari affinché le lettrici possano immaginare di essere proprio lì con la loro beniamina.

3. Crea una protagonista forte

La protagonista indiscussa di un romanzo rosa è il personaggio femminile.

Crea la tua protagonista affinché risulti credibile come donna, nelle sue scelte, nei suoi pensieri e anche nelle sue debolezze. Creare una protagonista forte, infatti, non significa per forza creare un personaggio freddo e cinico, una donna in carriera ambiziosa o una apatica insensibile.

Creare una protagonista forte significa creare un personaggio femminile che le lettrici possano rispettare, nel quale le lettrici si possano identificare.

Per questo la tua protagonista non deve essere perfetta e, come tutti noi, deve avere dei difetti. Ciò che conta, però, è che questi difetti abbiano una spiegazione e la protagonista li ammetta e migliori.

Allora, se all’inizio era una donna fredda e distaccata, magari nel corso della storia si scopre che ha avuto grandi delusioni in passato, o che la famiglia ripone grandi aspettative su di lei e che quindi si tratta solo di una corazza, che però lui – il protagonista maschile – saprà scalfire. Oppure, se all’inizio sembrava apatica, poi si può scoprire che in realtà di notte scrive poesie e canzoni d’amore, e il distacco è solo uno schermo dietro il quale nascondere la sua grande timidezza.

Insomma, crea un personaggio a tutto tondo, una donna vera e credibile.

4. Crea il co-protagonista maschile

Il co-protagonista è l’uomo di cui la tua eroina si innamorerà.

Non lo conosce ancora e proprio l’incontro, spesso casuale e fortuito con lui, segna l’inizio della vicenda vera e propria.

Per creare il tuo protagonista maschile hai solo l’imbarazzo della scelta: può essere un uomo ricco e di successo, un nobile elegante, ma anche un cow-boy o uno sportivo. Quello che conta non è dunque il suo status sociale, ma il suo fascino che deve essere travolgente.

Può essere un personaggio con un lato misterioso (un passato torbido, una infanzia dolorosa) o con un carattere inizialmente schivo e introverso, ma deve essere indiscutibilmente bello e carismatico.

Ecco, il protagonista maschile di un romanzo rosa deve proprio essere un uomo per il quale perdere la testa, un uomo che sa amare, che sa conquistare una donna, un uomo che corteggia e ascolta, che sa cosa dire e quando dirlo, cosa fare e quando farlo.

Insomma, l’uomo dei sogni. L’uomo perfetto.

E qui l’obiezione può sorgere spontanea: ma come, la protagonista femminile deve essere una donna vera e credibile e il protagonista maschile deve invece essere l’uomo dei sogni?

Sì. Punto.

Almeno per qualche ora falle sognare!

5. Crea l’antagonista

Non c’è storia d’amore che tenga senza un antagonista che si oppone all’unione tra i due protagonisti.

In genere l’antagonista è un’altra donna, invidiosa della protagonista per motivi lavorativi o personali, ma potrebbe trattarsi anche di un uomo (un familiare, il datore di lavoro, un ex).

A volte, poi, non c’è un vero e proprio personaggio antagonista ed è la protagonista stessa a boicottare senza volerlo la propria storia d’amore per mancanza di fiducia in se stessa.

Se la protagonista all’inizio della vicenda non è ancora consapevole della propria forza e del proprio valore potrebbe in effetti mettersi i bastoni tra le ruote da sola, lasciando campo libero a una rivale, non presentandosi a un appuntamento, dando credito alle malelingue che sparlano dell’eroe, oppure vergognandosi di se stessa e delle proprie origini.

Insomma, un antagonista c’è sempre e spesso il peggior nemico dell’eroina è proprio la sua parte più debole.

6. Crea una confidente/aiutante

La protagonista non può fare tutto da sola, ha bisogno di un’amica (più raramente un amico) con cui confidarsi e da cui essere spronata. Può trattarsi dell’amica del cuore, ma anche di una zia pimpante o di una vecchia insegnante.

La presenza di una confidente rappresenta un ottimo strumento narrativo per esplicitare ciò che prova la protagonista: nei dialoghi con lei, infatti, la tua eroina esprimere tutti i suoi dubbi e i suoi desideri, parlando con lei può fare chiarezza su ciò che prova per l’eroe e ciò che la frena nella realizzazione del suo sogno d’amore.

In questo senso la confidente sarà sempre una figura saggia e rassicurante, una vera amica che riesce ad avere una visione d’insieme, più distaccata e completa della vicenda, e per questo riesce a rincuorare e consigliare.

Oltre a essere una spalla per le scene dialogiche, però, la confidente può rivelarsi una vera e propria aiutante che permette alla protagonista di superare gli imprevisti e gli ostacoli. Anzi, a volte l’aiutante può svolgere il proprio compito nonostante le resistenze della protagonista e aiutarla quindi di nascosto o a sua insaputa, affinché il sogno d’amore si realizzi.

7. Crea gli ostacoli da superare

Prima di arrivare all’agognato lieto fine la protagonista deve superare degli ostacoli. 

Gli ostacoli possono essere esterni e reali (la distanza geografica, la differenza sociale, un impedimento lavorativo, un familiare che si oppone, un ritorno inaspettato) oppure personali e caratteriali (uno scheletro nell’armadio, una incomprensione tra i due innamorati, false notizie che li allontanano).

Gli ostacoli sono snodi narrativi che ti permettono di sviluppare la vicenda e di farle cambiare strada anche in maniera improvvisa: un colpo di scena può allontanare i due protagonisti e far temere il peggio, così come una rivelazione finale può sciogliere tutte le resistenze e riunirli di nuovo.

In fondo, da quando Don Rodrigo ci mise lo zampino e impedì il matrimonio tra Renzo e Lucia, noi tutti sappiamo che un amore ostacolato diventa un amore più forte (almeno nei libri).

Concentrati dunque più sulle difficoltà che i personaggi devono affrontare che non sui momenti felici. Crea la tensione giusta affinché la storia cresca a sufficienza fino al climax finale.

Senza tensione non c’è scioglimento. Senza ostacoli da superare la felicità è meno intensa.

8. Scava nelle emozioni dei tuoi personaggi

Scrivere una storia d’amore presuppone conoscere le dinamiche delle emozioni e saperle esplicitare in parole.

Questo richiede una grande capacità di osservazione dei comportamenti umani e molto esercizio per riuscire a descrivere i sentimenti senza cadere nei cliché linguistici.

Prima di scrivere il tuo romanzo rosa, quindi, dedica del tempo a sviluppare i tuoi personaggi, a scavare nelle loro menti e nel loro cuore per capire cosa pensano e cosa provano. Cerca davvero di immaginarteli come se fossero persone reali che tu conosci molto bene.

Scava a fondo nelle emozioni dei tuoi personaggi e chiediti come si comporterebbero in situazioni di vita quotidiana e poi in situazioni critiche, sotto pressione, di fronte a un dolore, o a una perdita, o a un’offesa, o a una ingiustizia.

Immaginateli quindi felici, tristi, arrabbiati, delusi, e pensa nel dettaglio cosa farebbero e cosa direbbero. Il modo migliore per narrare le emozioni, infatti, è metterle in scena attraverso i comportamenti.

Show, don’t tell, dicono gli americani. Mostra, non raccontare.

E così devi fare anche tu con i tuoi personaggi: devi mostrare le loro emozioni attraverso il loro modo di agire, i gesti, le smorfie, il tono delle parole, gli sguardi.

Solo così riuscirai a dare spessore ai tuoi personaggi, a comunicare le loro emozioni a un livello ben più profondo di quello che le parole da sole possono dire e a coinvolgere emotivamente anche il lettore.

Questo vale per ogni testo narrativo, ma in un genere come il rosa che fonda la sua stessa esistenza sull’espressione delle emozioni, capisci quanto questo sia ancora più importante.

9. Fai crescere i tuoi personaggi

L’incontro iniziale tra i due protagonisti segna l’inizio delle peripezie che essi dovranno superare per arrivare al lieto fine, ma questo lasso di tempo non deve servire solo a contenere una serie di eventi, più o meno fortunati: è necessario che in questo arco temporale i personaggi crescano e si trasformino.

L’amore è una leva potente e non può certo lasciare inalterati i cuori che tocca.

I tuoi protagonisti, quindi, devono subire una trasformazione, a volte consapevole, a volte meno, che sia però netta e che li porti alla fine del libro ad essere molto diversi da come erano nelle prime pagine.

Una protagonista apparentemente cinica supererà le paure dietro le quali si nascondeva, un uomo inizialmente egocentrico o vanitoso imparerà la generosità dei sentimenti, e così via.

L’amore dunque deve cambiare i tuoi protagonisti, tirare fuori le loro doti nascoste, abbattere pregiudizi e paure e, perché no, anche far emergere fragilità e insicurezze che rendono i personaggi più veri e più credibili.

In fondo il risultato a cui punta un romanzo d’amore non è quello di dimostrare che da soli siamo perfetti, ma, anzi, al contrario, che la felicità sta nella relazione, nella condivisione con l’altro, nell’equilibrio delle parti.

La forza è nella coppia e non nel singolo.

10. Crea un lieto fine. Anzi, due

Nel romanzo rosa il lieto fine è garantito.

Le lettrici se lo aspettano e spesso scelgono questo genere proprio perché sanno che finirà bene, sanno che, almeno nel mondo immaginario dei loro personaggi, le cose vanno a finire bene, i problemi si risolvono, le buone azioni vengono riconosciute e l’amore è ricambiato.

Dopo una serie di ostacoli e imprevisti, la protagonista deve ricongiungersi con il suo amato, se era timida o disincantata nei confronti dell’amore, ora deve sciogliersi e aprirsi al sentimento.

Il fatto però che ci debba essere un lieto fine non significa che gli ultimi capitoli del tuo romanzo rosa debbano essere scontati.

Puoi sempre inserire una prima “falsa” conclusione in cui le cose sembrano risolversi, ma magari qualcosa ancora rimane irrisolto e il racconto viene interrotto da un ultimo colpo di scena che sembra mandare all’aria l’equilibrio finalmente raggiunto.

I protagonisti, ora riuniti e innamorati, possono poi affrontare insieme questo ultimo ostacolo per giungere al vero finale, questa volta più lieto che mai.

Il fatto di dover affrontare insieme una nuova difficoltà li renderà ancora più uniti e saldi nel loro amore.

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