FRANCESCA MARIA PANATTA

Una poetessa del web, la bellissima Francesca Panatta, donna coraggiosa di 60 anni, che dalle difficoltà della vita ha attinto la forza e il coraggio per esternare la propria personalità precedentemente compromessa dagli schemi sociali manipolatori ed emotivi, purtroppo determinanti nella sua giovinezza.

L’Italia si approntava al Natale quando le nostre voci si sono piacevolmente incontrate al telefono, mentre i nostri corpi restavano nelle rispettive regioni gettate sul divano.

Ha una voce dolcissima Francesca, è allegra, dotata di una sottile grinta che non sfocia mai in rabbia. Introduce nella nostra conversazione l’amore per i nipoti, per i quali pensava di acquistare giochi idonei alla prima infanzia e la soddisfazione che riceve dalla prole, per il solo fatto di essere al mondo.

Se l’autore non va dalla Pluriversum, la Pluriversum raggiunge l’autore. Ed eccola qua, pronta a risponderci.

QUANDO HAI SCOPERTO LA TUA VENA POETICA?

La mia vita da poetessa è cominciata in un periodo buio nel quale mi ritrovavo inchiodata al letto per via di un incidente. In quel periodo nonostante ridessi con i miei figli e i miei cari, qualcosa in me stava cambiando. Qualcosa mi portava a indagare dentro me stessa e una sensazione di solitudine e desiderio di esprimermi aveva la meglio. Per un’intera vita ho sostenuto sempre il prossimo, mai concentrandomi sulle mie vere esigenze, e soprattutto senza mai chiedermi chi realmente sono. Un giorno in particolare, quando il mio corpo era carico di sofferenza, venni ripresa dall’irrefrenabile desiderio di comunicare con Dio, nonostante non sia una brava praticante. Fu in quel momento che mi armai di carta e penna, e inconsapevolmente scrissi dei pensieri di getto, senza aver coscienza di quello che producevo. Si trattano di pensieri ispirati dal mio interiore, senza che la ratio intervenisse.

CHI ERA FRANCESCA DA PICCOLA?

Francesca da piccola era una bambina che rideva sempre, dotata di un’ingenuità che purtroppo l’ha accompagnata per buona parte della vita. Soprattutto era un’osservatrice dei caratteri umani, specialmente di quelli sofferenti. Insomma; bambina ingenua e matura allo stesso tempo. Inoltre, riusciva ad abbracciare persone sconosciute come se fossero di famiglia. L’ho capito tardi, in un mondo perverso e capriccioso questo modo di essere può mostrarsi deleterio.

QUALI EMOZIONI VUOI OFFRIRE AL PUBBLICO CON I TUOI VERSI?

Il mio più grande desiderio è voler comunicare l’amore in tutte le sue forme, purché si tratti di amore puro, sincero e soprattutto spontaneo.

COS’ALTRO ASPETTI DALLA VITA?

Non ho altre aspettative dalla vita, non sento la necessità di aspettare qualcosa. Vivo alla giornata considerando un regalo qualsiasi cosa positiva, e interpretando un’altra prova da superare come un avvenimento negativo.

COSA CAMBIERESTI DEL TUO PASSATO?

Per quanto la mia vita non sia stata facile, ringrazio per averla vissuta così come si è presentata. Non cambierei nulla.

QUALE OPERA STORICA TI EMOZIONA?

Per quanto riconfermo di essere una cattolica non praticante, addirittura un poco ribelle, mi appassionano moltissimo le storie dei santi e le Sacre scritture. A volte ho la sensazione di voler scappare al richiamo divino; un poco come la figlia che disobbedisce al genitore, ma poi, in cuor suo, lo ama infinitamente perché un padre aspetta sempre “il figliol prodigo”.

IN CHE MODO DIO TI HA FATTO SENTIRE LA SUA VOCE?

La cosa che mi ha caratterizzato da bambina è stata la presenza di un fuoco interiore “un fuoco che arde e non si spegne”. Una fiamma di amore, forse confuso con la passione in età giovanile, ma poi crescendo ho scoperto che lo stesso fuoco bruciava in Santa Teresa D’Avila. Raggiunsi questa consapevolezza attraverso la musica, dato che mi era quasi impossibile concedermi delle letture. Digitando la parola “fuoco spirituale” su YouTube, la ricerca mi portò alla cantante Giuni Russo, la quale in seguito alla malattia si unì al coro delle suore carmelitane. Inoltre, la stessa narrò la vicenda di Santa Teresa D’Avila che veniva straziata dallo stesso fuoco spirituale che bruciava in me.

UNA FRASE CHE VUOI DIRE AI TUOI LETTORI

Non giudicate mai!

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INTERVISTA A CURA DI SERENA CAREDDU

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